ModulaCare per i Servizi diagnostici
Le schermate di questa pagina sono catture reali dell'applicazione, prese da un ambiente dimostrativo con dati sintetici, nessun paziente reale: non sono mockup né bozzetti grafici, è esattamente ciò che vede l'équipe quando lavora nella cartella.
I Servizi diagnostici non sono una cartella di degenza: sono un servizio che produce
referti. Il flusso è ordine → referto: una richiesta — un ServiceRequest (l'ordine
diagnostico) — entra nella coda di lavoro del servizio, viene presa in carico e diventa un
DiagnosticReport (il referto), redatto attraverso un Questionnaire configurabile la cui
compilazione produce una QuestionnaireResponse, e infine finalizzata in PDF/A. Non c'è un
episodio di ricovero, non c'è un albero di moduli di cartella: c'è una coda da refertare e, per
ogni ordine, un modulo di refertazione dedicato alla modalità.
È proprio questo il tratto che distingue il setting. Da un lato il flusso standalone del servizio
(ordine → referto), diverso dalla cartella; dall'altro la refertazione consapevole della modalità:
la radiologia e l'anatomia patologica producono referti narrativi, mentre il
laboratorio produce un referto strutturato — ogni analita è un'Observation FHIR codificata
in LOINC, con valore, unità e intervallo di riferimento, e il flag fuori-range — non testo
libero. In tutti e tre i casi il referto finalizzato è un documento PDF/A archiviabile e
condivisibile. La capability sottostante è C-DIAG.
1. La coda di lavoro
Il punto di partenza del servizio è la Lista ordini diagnostici: la coda «da refertare» con gli
ordini in attesa. Ogni riga è un ServiceRequest con il paziente, la prestazione (codice
LOINC), la modalità, la priorità e la data di richiesta. Il filtro Modalità consente al
radiologo, al biologo o all'anatomopatologo di isolare la propria coda di competenza, e l'azione
Referta apre direttamente il modulo di refertazione dell'ordine. Qui i tre ordini di esempio
mostrano le tre modalità del servizio fianco a fianco — Anatomia patologica (cod. 60568-3),
Laboratorio (58410-2) e Radiologia (36643-5) — a riprova che un unico servizio orchestra
modalità eterogenee con un solo workflow. Il bottone Nuovo ordine apre la richiesta di un nuovo
esame.

2. Referto radiologico
Dalla coda, l'azione Referta su un ordine di radiologia apre il Referto radiologico: un
modulo strutturato ma narrativo, generato dal Questionnaire della modalità. I campi riprendono
l'organizzazione del referto radiologico clinico — Quesito clinico e tecnica di esame,
Reperti, Impressione / Conclusioni (obbligatoria) e Raccomandazioni. La conclusione
obbligatoria garantisce che ogni referto chiuda con un'interpretazione esplicita. I bottoni Salva
bozza e Finalizza e scarica PDF scandiscono il ciclo di vita del referto: il radiologo lavora
in bozza e, alla finalizzazione, il DiagnosticReport viene reso in PDF/A scaricabile.

3. Referto di laboratorio strutturato
Il Referto di laboratorio è il tratto distintivo più evidente del setting. A differenza dei
referti narrativi, qui il modulo è strutturato per analita: il pannello emocromo presenta otto
analiti, ciascuno etichettato con nome e unità di misura — Leucociti (10*3/uL), Eritrociti
(10*6/uL), Emoglobina (g/dL), Ematocrito (%), Piastrine (10*3/uL), MCV (fL),
Neutrofili % e Linfociti %. Ogni valore inserito diventa un'Observation FHIR codificata in
LOINC, con la propria unità e il proprio intervallo di riferimento, e il sistema deriva
il flag fuori-range (basso/normale/alto). Queste osservazioni strutturate sono referenziate dal
DiagnosticReport (campo result) e confluiscono nella tabella del referto PDF/A. È il
risultato analizzabile e interoperabile — non un blocco di testo libero — a rendere il laboratorio un
servizio dati, oltre che documentale. Anche qui Salva bozza e Finalizza e scarica PDF
governano il ciclo di vita.

4. Referto di anatomia patologica
L'anatomia patologica torna a un referto narrativo, ma con la struttura propria della disciplina: Descrizione macroscopica, Descrizione microscopica e Diagnosi (obbligatoria). La separazione macro/micro/diagnosi rispecchia la refertazione anatomopatologica reale, e la diagnosi obbligatoria assicura la conclusione diagnostica. Come per le altre modalità, il referto si redige in bozza e si finalizza in PDF/A — un unico flusso di servizio che si adatta alla forma del referto richiesto dalla modalità.

5. Richiesta di un nuovo ordine
A monte del referto c'è l'ordine. Il Nuovo ordine diagnostico è il modulo di richiesta: ricerca
del paziente per nome, Codice prestazione (LOINC), Modalità (qui Radiologia) e
Priorità (qui Ordinaria). Il bottone Crea ordine genera il ServiceRequest che entra
nella coda di lavoro della modalità indicata — chiudendo il cerchio del flusso ordine → referto e
restituendo l'ordine alla Lista ordini diagnostici della sezione 1, pronto per essere refertato.
