Domande frequenti
Sono le domande che riceviamo per prime. Dove la risposta dipende dalla struttura, lo diciamo.
Che garanzie diamo alla nostra direzione scegliendo ModulaCare?
Le persone, prima di tutto: tre soci su quattro lavorano da decenni nella sanità e nella sua informatica. Poi quello che si può verificare prima di firmare: il catalogo delle funzionalità, che dichiara anche le parti non finite; le schermate prese dall’applicazione; un accesso di prova su richiesta; il listino. E chi lavora al prodotto, nella pagina Chi siamo.
Che cosa succede ai dati se cambiamo fornitore, o se ModulaCare chiude?
I dati sono della struttura. Con i permessi che la struttura stessa assegna, la cartella si esporta per intero, in PDF/A per l’archivio e nel formato FHIR R4 per il sistema successivo: FHIR è il modello con cui i dati sono scritti, non un’esportazione costruita apposta. Sono due funzioni del prodotto, nel catalogo come «Export cartella in PDF/A» e «Portarsi via la propria cartella»: la struttura le usa quando vuole, senza chiedere niente a noi, anche prima di decidere se restare. Che cosa succede alla cessazione del servizio, e con quali tempi, va scritto nel contratto, e si legge prima di firmare.
Il regolamento europeo MDR si applica a ModulaCare?
No. ModulaCare non è un dispositivo medico: archivia, mostra e organizza i dati clinici, e le decisioni restano a chi cura. Le funzioni che interpretano un dato clinico al posto del curante sono ad attivazione riservata, chiuse per impostazione predefinita, e ciascuna porta la propria avvertenza nel catalogo; dove una soglia la fissa il curante stesso, il catalogo lo dice caso per caso.
Siete accreditati al Fascicolo Sanitario Elettronico?
Non ancora. La lettera di dimissione e il referto di specialistica ambulatoriale vengono generati nel formato richiesto dal Fascicolo 2.0, e la conformità è verificata internamente contro i casi di test ufficiali; la pubblicazione verso il Fascicolo è nel catalogo come funzione parziale, con i limiti dichiarati. La richiesta di accreditamento al gestore regionale si presenta struttura per struttura, secondo la Regione: la pagina Interoperabilità riporta lo stato reale del percorso.
Dove stanno i dati?
Su infrastruttura in territorio italiano. I fornitori che trattano dati clinici operano nell’Unione europea. La pagina Sicurezza descrive le misure tecniche, senza bollini.
Quanto dura l’avvio?
Dipende dalla dimensione della struttura, dal numero di reparti e da quanto c’è da migrare: si stabilisce nella fase di analisi, che è la prima cosa che facciamo. La pagina Come lavoriamo descrive le fasi e quanto tempo ciascuna chiede alla struttura.
Si può provare prima di decidere?
Sì. Su richiesta apriamo un accesso temporaneo a un ambiente con dati sintetici, configurato sul setting della struttura. Oppure veniamo in struttura per una dimostrazione di un’ora.
Che cosa serve alla nostra rete e ai nostri computer?
Un browser aggiornato, su computer, tablet o telefono: sulle postazioni fisse non serve installare nulla. Per il lavoro fuori sede esiste un’applicazione installabile: le cartelle già aperte, o pre-caricate prima di uscire, restano consultabili senza rete, e le modifiche si sincronizzano al rientro.
Si integra con il laboratorio, la radiologia, i dispositivi di reparto?
Sì, tramite gli standard di settore (HL7 v2 per i dispositivi e i sistemi di laboratorio, FHIR R4 per tutto il resto). Ogni integrazione si valuta nella fase di analisi, sistema per sistema.
Quanto costa cambiare cartella, dopo?
L’attivazione ha un prezzo fisso, sul listino. La migrazione dei dati esistenti si valuta nella fase di analisi, perché dipende da dove si parte (un altro sistema, o la carta), e il suo prezzo si concorda prima dell’avvio. Il canone è per struttura e non cresce con i posti letto. Se un giorno la struttura vuole andarsene, porta via tutto: è la risposta alla seconda domanda di questa pagina.