ModulaCare per il Libero professionista
Le schermate di questa pagina sono catture reali dell'applicazione, prese da un ambiente dimostrativo con dati sintetici, nessun paziente reale: non sono mockup né bozzetti grafici, è esattamente ciò che vede l'équipe quando lavora nella cartella.
ModulaCare offre al professionista sanitario in libera attività — medico, infermiere o fisioterapista — un tenant dedicato, snello quanto la sua attività: due ruoli («Titolare», con tutte le autorizzazioni del tenant, e «Collaboratore», con quelle della professione), la modalità studio che toglie dalla navigazione le voci di reparto, équipe e turno, e una cartella tagliata sul suo lavoro. È la stessa piattaforma dei setting ospedalieri e residenziali, ridotta alla misura di un professionista che fa tutto — o di uno studio associato di due, tre, fino a cinque.
Il tratto distintivo comune non è clinico ma commerciale e di provisioning: l'offerta è pensata
per l'attivazione self-service da un ecommerce esterno — nessun consulente, nessun tocco umano,
acquisto e tenant operativo nello stesso passaggio.
Il piano commerciale porta con sé un tetto di posti (organization.max_active_users: uno per lo
studio individuale, da due a cinque per lo studio associato), applicato in modo fail-closed a ogni
percorso che attiva una membership — non una riduzione di permessi, ma un vincolo numerico
verificato a livello transazionale, che la piattaforma cambia con un endpoint auditato — e la
modalità studio (organization.solo_practice) che semplifica la navigazione senza toccare le
autorizzazioni cliniche sottostanti.
Le tre varianti professionali non sono però tre copie della stessa cartella, perché il lavoro non è lo stesso. Il medico e il fisioterapista ricevono in studio: la loro cartella è a visita, con un solo reparto «Studio» — anamnesi, diario, scheda visita, fatturazione, e le prescrizioni farmacologiche per il solo medico. L'infermiere in libera professione lavora soprattutto a casa delle persone — medicazioni, cateteri e stomie, parametri, terapia iniettiva, post-dimissione — e la sua cartella è domiciliare: un reparto «Domicilio», la presa in carico con gli accessi, il piano assistenziale infermieristico, i registri di lesioni e presidi, la relazione al medico curante; uno «Studio» resta per la visita in ambulatorio.
Quello che segue è diviso nelle due cartelle: nella Parte A le sezioni 1–5 sono le sezioni della cartella del medico, e le sezioni 6–7 due viste generali della modalità studio; nella Parte B le sezioni 8–14 sono le sezioni della cartella dell'infermiere, e le sezioni 15–17 il flusso domiciliare che non passa per una sezione di cartella — la scheda dell'assistita, l'agenda degli accessi, l'accesso aperto e il giro del giorno.
Parte A — Variante medico: lo studio individuale
Questa parte illustra la variante medico: la Dott.ssa Elena Ferri, titolare dello Studio Medico, è l'unica professionista dello studio — non c'è équipe, perché nel libero professionista non c'è équipe. Le schermate provengono dall'ambiente demo, con pazienti sintetici tra cui Marco Rinaldi — ipertensione arteriosa in trattamento, allergia alla penicillina, terapia con Ramipril, fattura emessa — e Giulia Sartori, diabete di tipo 2 di recente diagnosi.
1. Anamnesi
La sezione Anamnesi raccoglie l'inquadramento essenziale del paziente in un'unica schermata: il motivo della visita, l'anamnesi remota, le allergie e intolleranze e i farmaci all'ingresso — senza le sezioni di reparto, accoglienza amministrativa o storia sociale che appartengono ad altri setting. Nella schermata di Marco Rinaldi, l'ipertensione arteriosa essenziale e l'allergia alla penicillina, evidenziata anche nell'intestazione della cartella.

2. Diario clinico
Il diario clinico raccoglie in un'unica cronologia le note di decorso della visita e dei
controlli successivi — qui il controllo pressorio iniziale, il contatto telefonico di verifica
della tolleranza alla terapia e il controllo a un mese, ciascuno con data e autore. Lo stesso
modulo clinical-diary degli altri setting, senza la distinzione multi-professionale che non
serve a un professionista solo.

3. Visita ⭐
tratto distintivo. La scheda Visita è il modulo pensato su misura per la libera professione in studio: un questionario a tre campi liberi — motivo della visita, valutazione, conclusioni e indicazioni — senza campi a scelta vincolata o terminologie da compilare, pensato per una prestazione professionale singola invece che per un ricovero o una presa in carico prolungata.

4. Prescrizioni farmacologiche ⭐
tratto distintivo di variante. Le prescrizioni farmacologiche sono disponibili solo nella variante medico del template — infermiere e fisioterapista non prescrivono, e le loro varianti non montano questa sezione. Nella schermata, la terapia con Ramipril 5 mg prescritta a Marco Rinaldi, pronta per l'erogazione.

5. Fatturazione ⭐
tratto distintivo. La fatturazione collega la prestazione professionale direttamente al
paziente che l'ha ricevuta — niente rette giornaliere né quote convenzionate: un conto attivo per
la prestazione di giugno 2026 e una fattura emessa con l'importo della prestazione (90,00
€), pronta per il download in PDF o per essere segnata come incassata. È lo stesso modulo
account-invoice che la RSA usa per la retta residenziale, qui piegato al caso più semplice: una
prestazione, un paziente, un pagamento diretto.

6. Elenco pazienti
L'elenco pazienti dello Studio è la porta d'ingresso della cartella: nessuna colonna di reparto o di stato di ricovero, solo l'anagrafica essenziale (cognome, nome, sesso, data di nascita) cercabile per cognome — la stessa lista che vedrebbe un poliambulatorio, ridotta ai soli pazienti di un professionista solo.

7. Agenda ⭐
tratto distintivo. L'agenda degli appuntamenti segue lo stesso ciclo prenotato → arrivato → erogato di un ambulatorio, ma su un'unica risorsa di agenda — quella della Dott.ssa Ferri, senza altre risorse professionali da coordinare. Nella schermata di oggi: Rinaldi Marco alle 9:00 (prenotato), Sartori Giulia alle 10:00 (arrivata) e Colombo Antonio alle 11:00 (erogato) — il ritmo di lavoro reale di un professionista che gestisce da solo prenotazione e presa in carico.

Parte B — Variante infermiere: l'assistenza a domicilio
Questa parte illustra la variante infermiere come studio associato a tre posti: Laura Conti, titolare dello Studio Infermieristico, prende in carico, valuta, pianifica, va a domicilio, medica, scrive la relazione e fattura; Giulia Moretti, collaboratrice, apre la cartella e l'agenda senza amministrare né fatturare. Le schermate provengono dall'ambiente demo, con assistiti sintetici a domicilio tra cui Rosa Martini — 84 anni, dimessa dopo un intervento per frattura del femore, con una lesione da pressione sacrale, un catetere vescicale, un piano assistenziale attivo, un accesso programmato, una relazione e una fattura emessa — e Giovanni Ferraro, diabetico con un'ulcera al tallone in medicazione.
Quello che qui cambia rispetto allo studio non è una sezione in più: è il soggetto della cartella. Nello studio la cartella è la visita; a domicilio è la persona presa in carico per settimane, con i suoi accessi. Per questo la variante infermiere ha una configurazione propria, con il reparto «Domicilio» in setting ADI, e riusa il motore domiciliare della piattaforma — presa in carico, accessi, piano assistenziale, lesioni, presidi — lo stesso del setting ADI.
8. Presa in carico e valutazione
La prima sezione è la presa in carico: la copertina con la data di presa in carico, l'anamnesi con le condizioni remote, le allergie e — ciò che a domicilio pesa quanto la clinica — il contesto domestico e il caregiver: chi vive con l'assistita, se l'abitazione ha barriere, quali ausili sono già in casa. Sotto, la valutazione infermieristica per aree (respirazione, alimentazione, eliminazione, mobilità, cute, dolore, sonno, stato cognitivo, sicurezza): in ogni area l'infermiera segna se ha rilevato un problema e lo formula, e quei problemi diventano le proposte del piano assistenziale.


9. Scale
Le scale domiciliari — Barthel, Braden, Conley, NRS — e, per Barthel e Braden, il totale delle risposte proposto dal software e confermato o corretto dall'infermiere, senza fasce né interpretazioni: le stesse scale che il piano assistenziale infermieristico richiama per misurare i propri esiti (integrità cutanea, dolore, cadute).


10. Piano assistenziale ⭐
tratto distintivo. Il piano assistenziale infermieristico è il piano della lane infermieristica là dove non c'è un piano multidisciplinare: il problema, gli obiettivi a breve e a lungo termine con la scadenza, e le attività codificate — la medicazione della lesione sacrale a giorni alterni, il controllo dei parametri a ogni accesso — con durata prevista e competenza infermieristica. Non è un documento: a ogni accesso quelle attività diventano la checklist dell'infermiera (sezione 16).

11. Accessi domiciliari ⭐
tratto distintivo. Il registro degli accessi domiciliari è la traccia di ogni visita a casa: data, figura professionale, tipo di prestazione (visita domiciliare, medicazioni complesse) e tipo di accesso, con durata ed esito. È lo stesso registro dell'ADI, condiviso byte per byte: quello che regge la fattura alla famiglia e la relazione al medico curante.

12. Diario, parametri e registri ⭐
tratto distintivo. La sezione di lavoro quotidiano: il diario infermieristico con le note di ogni accesso, i parametri vitali rilevati a domicilio con l'andamento nel tempo, e i due registri che a domicilio contano di più — le lesioni cutanee e le sonde e cateteri. Il registro delle lesioni tiene distinte per numero e sede quattro lesioni concorrenti, ciascuna con stadio, cadenza delle medicazioni e prossima medicazione dovuta; il registro dei presidi, il catetere vescicale posizionato in ospedale con la prossima sostituzione.



13. Relazione infermieristica ⭐
tratto distintivo. La relazione infermieristica è il documento che l'infermiera consegna al medico curante, allo specialista o alla famiglia: periodo, motivo della presa in carico, quadro assistenziale, interventi eseguiti, andamento, indicazioni, destinatario ed esito. È un modulo come gli altri — si compila, si finalizza, si stampa — e dice in una pagina quello che la cartella dice in dodici giorni di accessi.

14. Fatturazione
La fatturazione alla famiglia è la stessa della variante medico, piegata all'accesso domiciliare: un conto attivo, una fattura emessa per l'accesso infermieristico (35,00 €), la ricevuta in PDF e la conferma d'incasso.

15. La scheda dell'assistita: prendere in carico e programmare ⭐
tratto distintivo. In modalità studio, sulla scheda dell'assistita, al posto del percorso della Centrale Operativa compare la card Assistenza a domicilio, che dice le stesse cose con le parole di una professionista che lavora da sola: da quando la persona è in carico, gli accessi programmati con «Apri accesso», e i due gesti «Programma accesso» e «Concludi presa in carico». Prendere in carico apre l'episodio e la cartella in un solo passaggio; programmare un accesso lo mette nell'agenda dell'infermiera.

16. L'agenda degli accessi e l'accesso aperto ⭐
tratto distintivo. L'agenda attività mostra gli accessi programmati del giorno, per professionista; da lì — o dalla scheda dell'assistita — «Apri accesso» apre la visita domiciliare. L'accesso aperto è una checklist derivata dalle attività del piano assistenziale: la medicazione della lesione sacrale e il controllo dei parametri, con la durata prevista; ogni intervento si segna eseguito con esito e durata effettiva, e alla fine «Chiudi accesso» registra la visita. Il piano, l'agenda e l'accesso sono un solo flusso: quello che si pianifica è quello che si esegue e si documenta.


17. Il giro domiciliare ⭐
tratto distintivo. Con quattro accessi programmati nello stesso giorno, il giro del giorno li ordina in un itinerario sulla mappa: tappe numerate, polilinea, distanza fra una tappa e la successiva e il collegamento all'accesso. È la stessa schermata dell'ADI, ora visibile anche in modalità studio quando il tenant ha acceso il giro dalle impostazioni della struttura — e funziona perché la posizione di casa di ogni assistito è registrata dal form dell'anagrafica, sulla mappa o con due coordinate, senza che nessun indirizzo esca verso un geocodificatore esterno.
