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ModulaCare per l'Hospice

Le schermate di questa pagina sono catture reali dell'applicazione, prese da un ambiente dimostrativo con dati sintetici, nessun paziente reale: non sono mockup né bozzetti grafici, è esattamente ciò che vede l'équipe quando lavora nella cartella.

ModulaCare compone la cartella dell'Hospice a partire dall'albero dei moduli configurabile del setting: l'accoglienza e la valutazione palliativa con la Palliative Performance Scale (PPS) e l'anamnesi orientata alla continuità di cura, la valutazione multi-sintomo (ESAS) con il totale confermato dall'operatore, il PAI palliativo firmato dal medico, la pianificazione di fine vita (DAT, pianificazione condivisa delle cure, Legge 219/2017), il supporto strutturato a paziente e famiglia, il diario clinico con parametri vitali orientati alla palliazione e la terapia farmacologica con la registrazione di ogni somministrazione — in un'unica cartella condivisa dall'équipe, comoda da tablet e tracciata.

L'obiettivo dell'hospice è il comfort e il controllo dei sintomi nella fase di fine vita, non il recupero funzionale né il mantenimento dell'autonomia. Il paziente hospice — come Giuseppe Marini, fase di fine vita, ESAS 67 — è in un percorso palliativo avanzato: la cartella deve misurare il carico sintomatico (non la prognosi di recupero), documentare le volontà anticipate e le decisioni rianimatorie, e includere strutturalmente il supporto alla famiglia e la pianificazione spirituale. È questa centralità della dignità della persona e della dimensione psico-sociale a distinguere l'hospice da ogni altro setting clinico nella cartella modulare.

Le schermate provengono dall'ambiente demo, con pazienti palliativi sintetici, e ritraggono Giuseppe Marini.

Le sette sezioni che seguono sono le sezioni della cartella, nell'ordine in cui le compone l'albero dei moduli del setting.


1. Accoglienza e valutazione palliativa

All'ingresso, la sezione Accoglienza e valutazione palliativa raccoglie il profilo del paziente e ne misura lo stadio funzionale palliativo. Il modulo centrale è la Palliative Performance Scale (PPS): a differenza delle scale di autonomia delle strutture socio-assistenziali (Katz/ADL, Lawton/IADL), la PPS misura il livello di performance in una prospettiva di fine vita — deambulazione, attività, capacità di cura di sé, apporto alimentare e livello di coscienza. Il software propone il valore dalle risposte e l'operatore lo conferma o lo corregge; la lettura del valore resta all'équipe che decide le cure comfort e la pianificazione avanzata.

La Palliative Performance Scale (PPS) di Giuseppe Marini

L'anamnesi palliativa strutturata mette in primo piano — coerentemente con la natura del setting — la storia recente: il ricovero per la fase terminale della neoplasia polmonare, il dolore severo, la sedazione palliativa concordata. Seguono le patologie remote e i farmaci all'ingresso — morfina in pompa infusionale, ossigeno, aloperidolo al bisogno —; la sezione delle allergie è presente e, per Giuseppe Marini, vuota. L'orientamento non è anamnesiologico-biografico (come nella RSA o nella casa di riposo) ma di continuità di cura: quali terapie sono in atto e quale quadro clinico ha determinato l'ingresso.

L'anamnesi palliativa — storia recente, patologie remote e farmaci all'ingresso

2. Valutazione dei sintomi ⭐

La Valutazione dei sintomi è il tratto distintivo clinico del setting hospice: in nessun altro contesto della cartella modulare il carico sintomatico complessivo è misurato sistematicamente con uno strumento dedicato. Lo strumento centrale è la ESAS — Edmonton Symptom Assessment System: nove sintomi fondamentali (dolore, stanchezza, nausea, depressione, ansia, sonnolenza, appetito, benessere, dispnea) ciascuno su scala 0–10; il software propone il totale delle nove voci, che l'operatore conferma o corregge, senza fasce né interpretazioni. In una singola schermata, l'équipe ha il quadro dei sintomi registrati.

La ESAS — Edmonton Symptom Assessment System: le nove voci e il loro totale — il tratto che distingue l'hospice

A fianco dell'ESAS, la sezione include la Scala NRS del dolore — la valutazione numerica dell'intensità del dolore (0–10), compilata a ogni rivalutazione — e il Braden per il rischio di lesioni da pressione nei pazienti allettati: le due scale di comfort palliativo complementari all'ESAS, per la gestione quotidiana del dolore e della cute nei pazienti non deambulanti.

La NRS si registra come compilazione senza totale: la cartella la mostra come completata.

La Scala NRS del dolore — la rilevazione dell’intensità del dolore compilata, al fianco dell’ESAS

3. PAI palliativo

Il PAI palliativo — Piano di Assistenza Individuale orientato al comfort e alla dignità — è il piano di cura dell'hospice (modulo care-plan). A differenza del PI della casa di riposo (mantenimento dell'autonomia) o del PAI della RSA (recupero/mantenimento clinico), il PAI hospice è centrato sulla qualità della vita residua: per Giuseppe Marini, il controllo del dolore e della dispnea — con la sua misura, NRS ≤ 3 — e l'accompagnamento di fine vita nel rispetto delle volontà espresse, ciascuno con la scadenza di revisione, e l'intervento pianificato che li traduce nella cura quotidiana. Il piano è firmato dal medico palliativista e porta l'équipe che lo segue: medico, coordinatrice, infermiere, OSS e psicologo.

Il PAI palliativo — due obiettivi di comfort, l'intervento, la firma e l'équipe

4. Pianificazione di fine vita ⭐

La Pianificazione di fine vita è la sezione che distingue l'hospice da ogni altro setting clinico nella cartella modulare. Ai sensi della Legge 219/2017 (Norme in materia di consenso informato e di disposizioni anticipate di trattamento), questa sezione struttura e documenta:

È la sezione che permette all'équipe di onorare le volontà del paziente nella fase di fine vita, con evidenza documentale tracciata e FHIR-bound.

La Pianificazione di fine vita (Legge 219/2017): DAT, fiduciario, DNR, sedazione palliativa e bisogni spirituali

5. Supporto a paziente e famiglia

Il Supporto a paziente e famiglia porta strutturalmente nella cartella hospice la dimensione psico-sociale, spesso affidata alla sola nota clinica negli EHR generalisti. La sezione registra: il supporto psicologico attivato (al paziente, alla famiglia o a entrambi), l'assistenza spirituale / religiosa, il coinvolgimento del caregiver nella presa in carico quotidiana e la valutazione del rischio di lutto complicato (pre-lutto) — uno strumento di identificazione precoce delle famiglie a rischio di elaborazione patologica del lutto, fondamentale per l'attivazione tempestiva dei percorsi di sostegno post-decesso.

Il Supporto a paziente e famiglia: supporto psicologico, assistenza spirituale, caregiver e valutazione del rischio di lutto complicato

6. Diario e parametri

Il monitoraggio comfort: i parametri vitali orientati alla palliazione — nello scatto frequenza cardiaca, temperatura e dolore, rilevati tre volte nella prima settimana — con i grafici di andamento, e il diario clinico palliativo nella stessa sezione, dove medico e infermiere annotano l'accoglienza, la rivalutazione dei sintomi e le notti. A differenza delle strutture a bassa intensità sanitaria, il parametro dolore è prominente: qui resta a 8 su 10 in tutte e tre le rilevazioni.

Il monitoraggio comfort: frequenza cardiaca, temperatura e dolore con i grafici di andamento, e il diario clinico

7. Terapia farmacologica

La scheda di terapia palliativa, qui vista dal medico che la prescrive. Per Giuseppe Marini, alla fase di fine vita, non c'è niente per bocca: il desametasone sottocute del mattino per astenia, nausea e dispnea, e l'ossido di zinco due volte al giorno per la cute del paziente allettato, ciascuno con i suoi orari; nello scatto le dosi del mattino sono già somministrate e le altre ancora da fare. Morfina, ossigeno e aloperidolo sono prescritti «secondo prescrizione palliativa», senza orari strutturati.

La scheda di terapia palliativa — desametasone sottocute e ossido di zinco con i loro orari, morfina, ossigeno e aloperidolo

La registrazione della somministrazione, atto dell'infermiere, parte dal singolo orario: dal menu si conferma «Somministrata adesso», si indica un altro orario o si documenta il motivo della mancata somministrazione. Lo stesso banner che l'infermiere vede in cima alla scheda — «Permessi insufficienti per prescrivere farmaci» — è il controllo per professione al lavoro: somministra, non prescrive.

La registrazione della somministrazione dal singolo orario, vista dall'infermiere

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